No past

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No past

La luce alle mie spalle.

La intravedo davanti a me.

Trafigge i bordi della mia persona

senza toccarmi.

Il passato è lì, senza tempo.

Non c’è ricordo.

Siamo il nostro passato.

Cosa sono io ora?

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In bilico

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Hai cancellato passato, oggi e domani.
Due lustri volano
e sono qui ancora io
con il peso del cielo
a fissare il mare
confondendomi tra le sue gocce.

Non ho paura del domani,
riempirò la mia vita con un nuovo miele
ma eri mia
ed io non appartenevo ad altri che a me stesso.

Ho giocato d’azzardo.
Sono vivo
e questo mi deve bastare.

Affogo i miei pensieri in altri calici,
eppure mi sento così vuoto.

Castello di carte

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Crolla il castello di carte,
spiragli di luce passano,
spiragli d’ombra non cedono il passo.

Hai celato al mio cuore tutto ciò che amavo
e non credo più
e non cerco più.

Finisce il primo tempo
ci vediamo all’intervallo
per fare il conto di questi anni,
persi lottando contro le nuvole.

2013 (C) UomoDiMari

Pensieri

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I tuoi pensieri sono così forti
che riesco a sentirli ma
apro gli occhi e
non ci sei.
Perché tu sei la mia solitudine
ogni giorno.
Ed ogni sera con te m’innamoro dell’amore.

Lo so ti annoiano i miei discorsi
ma ascolta un attimo se puoi
anche se non esiste un noi.

Perché poi corro forte
e tu non vuoi.
E’ che spero solo
di lasciarmi indietro i pensieri.

E lasciami sognare un giorno ancora amore,
lasciami e basta se vuoi
tanto non cambia nulla.
Domani mi sveglierò ancora senza te.
Lasciati guardare ancora un attimo prima di andar via.
E’ tutto nella mia mente.

Non rimproverarmi ancora.
Essere me già mi stanca.
Attraverso
e sento il fiume scorrere.

2012 (c) UomoDeiMari

Oltre le nuvole

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Above the clouds...

Sopra le nuvole, quando sei lì e senti solo il rumore dei motori che vanno e pensi, ripensi.

Brucia il respiro
peggio ancora i pensieri
fante donna e re,
stupido gioco delle parti.

Facce che non conosco si susseguono sullo schermo scuro
diventano note, familiari, odiate, amate.
e si spegne la luce,
reagisco scintillante.

Troppo lontani,
vicini quanto basta.
Fingi di amarmi perché non hai altro,
fante donna e re,
basta con il teatro.

Senza volto, senza trama
rimango solo a pensare
mentre le palpebre calano pesanti
e Morfeo mi narcotizza.

UomoDeiMari – Copyright (C) 2001 – 2011

E me lo chiami Inferno…

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Ecco un post che nulla a che fare con la poesia e la musica, almeno quella che cerco di fare io.
Oggi si parla di un posto meraviglioso, vicino casa mia. Vicino a quei luoghi dove nel VI secolo a.C., i greci s’insediarono (a Cuma in particolare) dopo esser approdati dapprima (IX sec. a.C.) sulla bella Ischia (chiamata da loro Pithecusa). Solo più tardi Neapolis fu fondata sull’isolotto di Megaride (una sirena della mitologia) dove oggi sorge il bellissimo Castel dell’Ovo.

Questo luogo meraviglioso è il Lago d’Averno. Già nell’Eneide era citato come il passaggio per l’Inferno, grazie all’atmosfera ricca di misticismo che si respira tutt’attorno al luogo. Questa fama gli fu attribuita oltretutto a causa della presenza della Sibilla Cumana che risiedeva presso le sponde del lago in un antro ancora oggi a lei intitolato.
La Sibilla Cumana aveva la doppia funzione di veggente e sacerdotessa di Apollo. Ecco alcuni versi del poema di Virgilio:

At pius Aeneas arces quibus altus Apollo
praesidet,horrendaque procul secreta Sybilla
antrum immane petit magnum cui mentem animumque
Delius inspirat vates,aperitque futura.

Anche Dante nella sua Commedia utilizzava il termino Averno per riferirsi agl’Inferi. Ma adesso giudicate voi se tale bellezza sia celestiale o demoniaca. Difficile a dirsi. Buona visione.

A proposito d’Inferno: vi segnalo un simpatico comico napoletano che si spaccia per cantante neomelodico satanista: assolutamente da vedere al link http://www.youtube.com/watch?v=A4WCyAFQDM0.

See you soon!! 😉

Libera

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Libera

Libera come le onde. La nostra anima è libera, siamo noi ad intrappolarla con stupide sovrastrutture convinti che porti a qualcosa irretire il nostro Io. La verità è che dovremmo vivere come meglio ci sentiamo, la vita è una ed ogni istante che passa è perduto.

Libera ci sto pensando già da un’ora
Che vivo a metà e tu sei una sola
Come dirti che è un mese o poco più
Che ho nella mente mille battaglie?
Ed ogni notte fisso il soffitto
Guardo attraverso un vetro opaco
Ma non mi arrendo
E non chiedermi cos’è che ho
Che posso dirti?
Sono un po’ folle.
Vivo a metà come la pioggia
Tra cielo e mare
Si è fatto tardi
vorrei spiegarti però mi sfuggono le parole.

Vivo a metà
Io spettatore dei tuoi sogni
Brezza gentile
dentro la testa vorrei mostrarti che confusione

Voglio andar via
Da tutto quello
Che non mi calza
Vorrei tornare
E non rischiare di perdere altro tempo.

Libera, cosa farò ora?
Libero me ne vado ancora
Non so dirti cos’è che ho.
Scusa ma il treno sta per partire.

(Presto la versione musicata)

Musica e Testi di Christian Barone – UomoDeiMari – Copyright (C) 2001 – 2011